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SES rafforza ulteriormente il team italiano

marzo 27, 2012
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SES (Euronext Paris e Luxembourg Stock Exchange: SESG) annuncia di aver ampliato il team Italiano, con sede a Roma, che si occuperà del mercato Italiano, Greco e Turco. A partire dall’1 Marzo 2012, Di Giacomo è entrato a far parte del team di SES in qualità di Senior Sales Engineer per Italia, Grecia e Turchia. Laureato in Ingegneria Elettronica, presso l’Università degli Studi de L’Aquila, grazie alle sue competenze tecniche, Piero Di Giacomo supporterà le attività di vendita di SES in Italia, Grecia e Turchia. Nel corso della sua carriera professionale, Piero Di Giacomo ha maturato solide competenze nelle comunicazioni satellitari broadcast, broadband e marittime, nelle TLC terrestri e nelle architetture IP. Inoltre, vanta anche una profonda esperienza nella Ricerca e Sviluppo, nell’ingegneria delle vendite, nell’erogazione dei servizi, nella manutenzione e nella crescita delle infrastrutture di TLC, così come nel project management e nella guida di gruppi di lavoro. Prima di entrare in SES, dal 2004 ad oggi, Piero Di Giacomo ha occupato il ruolo di Chief Technical Officer e Chief Operations Officer in Milano Teleport – azienda italiana che fornisce servizi di broadcasting e networking. Precedentemente, dal 2003 al 2004, ha lavorato nel dipartimento di Ingegneria di Telespazio. “Siamo lieti di dare il benvenuto a Piero. Siamo certi che le sue competenze tecniche unitamente alla sua consolidata esperienza e a una chiara comprensione del settore aiuteranno SES a crescere e consolidare la propria presenza nei mercati di riferimento“, commenta Pietro Guerrieri, General Manager di SES Italia.

www.ses.com


Alta qualità del nuovo olio biologico Casalino

marzo 27, 2012
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il nuovo olio biologico Casalino

Il nuovo olio extravergine di oliva da coltivazione biologica dell’Antica Tenuta Il Casalino, prodotto dall’omonina azienda assisana durante l’ultima molitura, avvenuta durante lo scorso autunno, conferma la propria vocazione all’alta qualità.
Curato scrupolosamente in base ai parametri biologici ufficiali, il nuovo olio biologico Casalino sta già riscuotendo un significativo apprezzamento da parte dei consumatori: in modo particolare, è l’elevata affidabilità e tipicità del prodotto ad attirare sempre più gli amanti del life style ricercato a tavola.
Dopo la grande cura dedicata giornalmente alle nostre coltivazioni“, dichiara Mirco Ragni, responsabile commerciale dell’azienda umbra, “seguita dalle operazioni di raccolta, cernita, pesatura, stoccaggio, lavaggio e molitura, siamo particolarmente soddisfatti del prodotto ottenuto e che proponiamo ai nostri clienti, dal momento che il nostro nuovo olio biologico ha superato il già importante alto livello qualitativo raggiunto in passato“.
Osservare tutte le operazioni relative alla produzione dell’olio extravergine di oliva da coltivazione biologica dell’Antica Tenuta Il Casalino rappresenta uno dei più importanti esempi della elevata capacità del Made in Italy alimentare: il sapore fruttato, delicato e armonico fanno del prodotto un vero e proprio valore aggiunto per la tavola.
Ed è la molitura a rappresentare una ulteriore garanzia di qualità e di affidabilità: avviene sfruttando il sistema della linea continua, che permette di tenere efficacemente sotto controllo la qualità dell’olio, potendo intervenire nell’importante fase di estrazione, controllando la temperatura e la quantità dell’acqua.
Ma non solo“, sottolinea Mirco Ragni, “si tratta di un metodo che fa evitare qualsiasi tipo di contatto con altri olii, consentendo ogni volta il lavaggio accurato del macchinario“.

Ufficio Stampa Olio Biologico Casalino

Marco Mancinelli – casalino.marketing@teletu.it 
http://www.tenutailcasalino.com/ (sito web aziendale)
http://oliobiologicocasalino.wordpress.com (blog aziendale)      

Whirlpool: Hardware in the loop

marzo 27, 2012
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I test per le lavatrici? Più affidabili, rapidi ed economici se virtuali. Lo ha dimostrato il team Fabric Care Advanced Development di Whirlpool con “Hardware in the loop” (HIL), un modello matematico che simula una lavatrice e permette di testare algoritmi o software in alternativa alle classiche verifiche fatte in laboratorio su elettrodomestici reali. Grazie a questo modello Whirlpool si è aggiudicata il secondo posto nella settima edizione del Premio Nicola Chiari per la migliore applicazione di misura e automazione assegnato a Roma durante NI Days, il Forum tecnologico sulla progettazione grafica di sistemi. «Questo riconoscimento conferma l’eccellenza della nostra innovazione -ha dichiarato Paolo Crosta, coordinatore del team Whirlpool Fabric Care Advanced Development-. Simulazioni di questo tipo sono molto diffuse nei settori dell’auto, nella farmaceutica e nell’energia; evidentemente aver pensato questa applicazione nella tecnologia degli elettrodomestici dimostra la posizione di leadership di Whirlpool». Il team Whirlpool, che opera nel sito di Cassinetta di Biandronno, è formato da Gaetano Paviglianiti, Marco Cavigliani e Matteo Paolella. L’applicazione più significativa di “Hardware in the loop” riguarda la tecnologia Sesto senso, ossia il sistema di sensoristica di Whirlpool che ottimizza prestazioni e consumi di un elettrodomestico sulla base dei dati rilevati durante il funzionamento. Nella simulazione, il modello matematico si interfaccia con la scheda elettronica (o il sensore) che andrà in produzione velocizzando i test, risparmiando risorse e permettendo di effettuare la verifica idraulica, meccanica e termodinamica su ogni modello di lavatrice prodotto in condizioni differenti. «Ricerca e innovazione in Whirlpool hanno un obiettivo finale molto semplice: migliorare la vita del consumatore -dichiara Mauro Piloni, Vice Presidente Ricerca e Sviluppo Whirlpool corporation-. Il riconoscimento ricevuto dal nostro team è la miglior testimonianza della professionalità dei talenti giovani che lavorano con noi per implementare la qualità dei nostri prodotti: questa è la nostra ricetta per essere leader sul mercato».

 

Ulteriori info sul premio:
http://italy.ni.com/nidays


Lo stilista Gianni Mura sceglie i clienti

dicembre 12, 2010
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Via Montenapoleone 17 - Milano

Con un percorso unico nel suo genere, Gianni Mura dà vita alle sue concettuali storie di moda e, dimostrando uno spirito di club, decide di avvalersi di maestri di alto livello. “Unire talenti è sempre stato il mio sogno nel cassetto”, spiega, “e ora anche gli agognati abiti di alto livello sartoriale sono una realtà. I pezzi costruiti sulla persona, massima espressione di stile, sono realizzabili in Via Montenapoleone 17, per raccontare un uomo che non rinuncia a essere se stesso”. E Gianni Mura precisa: “i miei clienti conoscono il sapiente gioco dei dettagli che si fonde in armonia con l’eccellenza della qualità. Il maestro Emilio Sasso, legato a una tradizione sartoriale molto forte, non è solo un sarto di grande scuola e di provata esperienza, ma è anche una persona che sa consigliare, valutare, creare. Gli spazi sono concepiti fedeli all’essenza della persona per metterla in condizione di procedere a un look come fosse nel salotto di casa propria”. Un su misura per tanti, dunque, quasi fossero affidabili anticipazioni delle prossime tendenze. “Ed è pensando a quelle modifiche che il cliente immagina quando vede un capo in vetrina”, afferma, “che ho deciso di disegnare i confini tra l’abito seriale e il capo sartoriale. Quello che ho realizzato in Via Montenapoleone è un laboratorio che racconta storie individuali”. Un percorso deciso insieme allo stilista Emilio Sasso, maestro e sostenitore convinto del capo su misura, il quale afferma a sua volta: “negli abiti di serie manca sempre qualcosa in cui potersi riconoscere totalmente. Il mio lavoro ha i canoni dell’unicum con un’attenzione alla diversità della richiesta. L’esigenza del cliente è importante almeno quanto l’intuizione di chi esegue”. Coerenza e inedita originalità, quindi, nel team di Gianni Mura. Il suo modo di fare marketing attraversa nuovi linguaggi e molti spunti di riflessione. Lo stilista procede con la chiara intenzione di mantenere una promessa fatta a se stesso. “Produrre il meglio, produrre Made in Italy” con una sola regola: “nei miei clienti non deve mai venir meno l’autostima”. Chiediamo a Gianni Mura come sono le sue giornate: “in versione mix”, risponde, “in ogni giornata c’è sempre qualcosa di bello, basta scremare e tenere ciò che ti piace”. Fa così anche con i clienti? “Non so…però”, ride, “saper scegliere le persone, specie di questi tempi, è un segreto e in un certo qual modo sì, scelgo anche i clienti (oltre ai collaboratori). È come creare una squadra, ma, all’incirca, senza scarto. C’è da premettere che il su misura è richiesto da bella gente. Evidentemente, ho saputo leggere tra le righe del mercato e sono felice del risultato finora ottenuto. Quando si è in linea con valori di buon gusto riesce facile anche il dialogo tra le persone”. E a proposito di ciò che questo progetto significa per lui, Gianni Mura spiega: “quando sono al lavoro sono come a casa mia o al bar con gli amici. Quale panchina più appagante?”. E alla domanda se crede nella fortuna, risponde: “senza un pò di fortuna è più difficile, ma sono convinto che noi poniamo le basi per tutto, anche per essere agevolati dalla fortuna”. 

 

Marco Mancinelli

Gianni Mura Press Office

Gianni Mura verso il Total Look

novembre 25, 2010
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Gianni Mura verso il Total Look

È un mite pomeriggio di Settembre quello che ci accompagna fino a Via Montenapoleone, a Milano. Intorno, vetrine di firme prestigiose e un’atmosfera di raffinata eleganza. Qualche rampa di scale e siamo all’interno dell’accogliente atelier. L’incontro con Gianni Mura è cordialmente chiassoso, in sintonia con i colori delle sue cravatte. L’attenzione si sposta sui manichini che mostrano orgogliosi una strepitosa campionatura: camicie impreziosite dai vari passaggi a mano, cravatte di alta tessitura, superbi abiti sartoriali, accessori in cachemire unisex, raffinati gilet con dovizie di particolari e qualche sublime abito da sposa. Molte le varianti di tonalità e tipi di tessitura. Attraverso foto e disegni, vediamo il processo di fabbricazione di quanto esposto. Lavori inediti, concepiti con passione non solo da parte di Gianni Mura che, al riguardo di cravatte e camicie, programma e segue di persona tessitura e tipi di confezione, ma anche da parte del maestro Emilio Sasso, partner privilegiato di lavoro, che segue ogni singolo capo con cura puntigliosa di finiture e vestibilità. Abiti e gilet, oltre a straordinari abiti da sposa, sono solo la parte più visibile di un look in progress che Sasso realizza personalmente. Il risultato è notevole. L’eccellenza del Made in Italy garantita. Un progetto ambizioso e una location agognata da molti quella di stare nel quadrilatero della moda, facciamo notare a Gianni Mura. Che effetto le fa?: “Senza dubbio, un effetto effervescente“, precisa sorridente. “È un piacevole salto qualitativo, seppure nato per esigenza di spazio. Avere riscontri positivi in Via Torino mi ha indotto a non disperdere le richieste di più alto contenuto. L’impostazione di Via Montenapoleone 17 è adatta a soddisfare un tipo di esigenza più sofisticata. Per il resto, non mi sento nè un mago, nè un genio. Seguo solo il mio istinto e, a volte, ho fortuna. Tutto sta nel comunicare con le persone giuste“. Ci offre un fresco champagne e ci invita a sorseggiarlo in un ampio balcone fiorito. Mentre ammiriamo Via Montenapoleone dall’alto, ci confida che una coppa di champagne al giorno è l’unica droga che ama concedersi. “Sono uno a cui piace star bene, ma con lo stile che mi è congeniale“, afferma orgoglioso. Istrionico, capace di reinventarsi ogni giorno, Gianni Mura parla di passione per il suo lavoro e dice di non avere come obietivo il guadagno. “Semplicemente, spingo al massimo gli interessi del cliente e il ritorno è forte e gratificante. Uno scambio alla pari in un contesto giocoso di chi sa che  non sta acquistando un prodotto, ma coccolando la propria personalità“. Sembra quasi finto questo Gianni Mura con un’anima godereccia che ama gustare le prelibatezze della vita. E, invece, è un umano che si definisce pieno di passioni, con un debole per il bello e per gli accessori colorati, e giura di non essere neppure esibizionista. Poi, però, si corregge: “certo, se per esibizionismo si intende un carattere versatile e una cravatta colorata…”.
 

 

Marco Mancinelli
Gianni Mura Press Office
press.mark@teletu.it
www.giannimura.it

Assinform, presentazione Primo Osservatorio Eim

novembre 25, 2010
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In un mercato informatico che ancora stenta c’è, anche in Italia,  un comparto che ha assunto consistenza, cresce e promette di esprimere oltre il 15 % del mercato del software e dei servizi entro il 2015 . E’ il comparto dell’Enterprise Information Management (EIM), che comprende non solo il semplice passaggio dei documenti dal cartaceo all’elettronico, ma tutte le soluzioni e i servizi che permettono di trattare, gestire e condividere in modo nuovo e fra persone e sistemi i documenti aziendali, e soprattutto i dati e le informazioni in essi contenuti. E’ questa la più significativa evidenza del primo studio condotto dall’Osservatorio EIM, organizzato da Assinform (l’Associazione delle aziende di informatica aderente a Confindustria) in collaborazione con  Sirmi e con il supporto di aziende leader nel settore (Cbt, Infocert, Olivetti e Siav) , per monitorare l’andamento del comparto.

Lo studio si è avvalso di un’indagine sul campo (condotta a metà 2010) su 70 aziende fornitrici di soluzioni EIM e 270 aziende e organizzazioni utilizzatrici dei principali settori e di ogni dimensione. E’ il  primo, in Italia a prendere in conto tutte le declinazioni delle più evolute tecniche di gestione dei documenti e delle informazioni, evidenziandone le ragioni e le dinamiche di mercato.

Fra le evidenze più significative sono che:

  • la diffusione crescente dell’EIM interessa la gran parte delle aziende intervistate: il 74% di esse ha già adottato o prevede di adottare soluzioni EIM, estese o parziali entro il 2011;
  • il mercato EIM è sempre più importante. In Italia, promette infatti di passare dagli attuali 1,2 miliardi di euro a quasi 2 già entro il 2015, con tassi di crescita annua medi vicini al 10% e di esprimere il 15% dell’intero mercato del software e servizi;
  • il fenomeno non interessa esclusivamente i grandi utilizzatori. Per quanto l’orientamento a investire (o continuare ad investire) in soluzioni EIM sia  ancora tipico  delle  aziende e delle organizzazioni di  maggiori dimensioni, emerge un  vivo e crescente interesse presso il 47% delle PMI (10-49 addetti);
  • permane una diversa sensibilità settoriale. Tutte le banche e gli enti della PA interpellati hanno dichiarato di avere investito o di prevedere di investire in EIM, mentre la percentuale, pur restando su soglie ragguardevoli,  scende al 64% nell’Industria, al 70% nella distribuzione, al 71% nella Sanità;
  • c’è sempre più fastidio per carta e inefficienze. A livello d’insieme, le ragioni che più spingono ad investire in soluzioni EIM sono: l’ingestibilità di crescenti volumi di  documenti cartacei, non solo fisica, ma anche della quantità di risorse necessarie per reperire le informazioni, estrarle, immetterle nei sistemi informatici. Nel caso della PA centrale e locale, la motivazione viene invece da spinte normative.

Si tratta di elementi di sicuro interesse che Assinform rende disponibili nel solco di un impegno, già ampiamente riconosciuto, di analisi e monitoraggio del settore ICT, e di pronta segnalazione dei trend più interessanti e innovativi. – ha commentato Federico Barilli, Direttore di AssinformTutti gli elementi raccolti, danno conto di una componente di mercato non solo molto vivace e di peso crescente, ma  essenziale per accrescere l’efficienza nelle aziende e nella PA. Basti pensare che dalla fatturazione elettronica, che è solo una parte dell’EIM,  possono venire risparmi per le imprese italiane che Assinform stima in 17 miliardi di euro annui. E questo prima ancora di guardare ai guadagni di efficienza che danno le soluzioni che permettono l’accesso e la disponibilità delle informazioni giuste in automatico, subito e  lungo tutte le fasi di interi processi.”

Fra le altre evidenze dello studio sono poi:

  • la tipologia delle aree toccate dall’EIM, che vede in testa quella dell’amministrazione-contabilità (77% delle aziende interessate all’EIM), seguita da comunicazioni interne (51%); gestione del personale (31%); supporto alle vendite (30%), contrattualistica (18%), così come la progettazione e la produzione;
  • i fattori frenanti l’EIM, che sono le ristrettezze di budget (31,5% degli intervistati); la complessità organizzativa (15%), i tempi di progetto e realizzazione delle soluzioni (6%);
  • l’articolazione per tipologia delle soluzioni scelte dalle aziende cha fanno uso di EIM: piattaforme software nel 64% dei casi, applicazioni ad hoc nel 21% e servizi in outsourcing per il 23%. Questi ultimi, i servizi in outsourcing, sono attesi crescere per il prossimo futuro, anche nelle forme più agili, come quelle dei servizi applicativi in rete (SaaS, Cloud , etc.) che secondo i vendor interpellati tenderanno a medio-lungo termine  ad estendere l’EIM anche verso  le micro imprese e tantissimi professionisti.

Fra gli altri elementi di interesse sono infine:

  • i criteri adottati dai clienti per scegliere i fornitori di soluzioni EIM vedono prevalere la specializzazione, la capacità di rispondere alle esigenze su qualsiasi altro criterio (già fornitore,  brand noto, referenze)
  • la struttura dell’offerta vede una forte concentrazione con il 28% dei fornitori a generare l’80% del mercato.

 

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Ufficio Stampa Assinform

Milano – Stefania Follador – s.follador@assinform.it


CrossKnowledge annuncia l’acquisizione dell’editore Mohive

marzo 30, 2010
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CrossKnowledge

CrossKnowledge, leader europeo nello sviluppo delle competenze in management e leadership mediante l’uso delle nuove tecnologie, annuncia l’acquisizione di Mohive, editor di LCMS (Learning Content Management System) e della piattaforma eLPS di Rapid e-learning. Con questa nuova acquisizione, CrossKnowledge rafforza ulteriormente le sue competenze tecnologiche grazie alle soluzioni sviluppate da Mohive, offrendo al contempo alla nuova filiale l’opportunità di raggiungere uno dei gruppi leader nel settore.
Creata nel 2001, Mohive ha due sedi, a Londra e a Oslo, e si posiziona come un attore all’avanguardia nel settore della gestione e della condivisione delle conoscenze in azienda. Mohive propone una soluzione online, in modalità SaaS, che permette alle grandi organizzazioni di creare i propri contenuti di e-learning in modo collaborativo. Le sue soluzioni di Rapid e-learning di Mohive sono tra le più avanzate disponibili oggi sul mercato e sono utilizzate da realtà quali la BBC, British Petroleum, Tesco e Pepsi Co.
Avvicinandosi a CrossKnowledge, Mohive potrà trarre beneficio dalla struttura e dal potere d’investimento di un gruppo internazionale, in particolar modo per le attività di Ricerca & Sviluppo. Per CrossKnowledge, quest’acquisizione è strategica. Le soluzioni di Mohive sono complementari all’offerta CrossKnowledge e permettono di sviluppare ed erogare i contenuti formativi su tutte le piattaforme PC, Mac e Smartphones. Con quest’operazione, CrossKnowledge riconferma la propria volontà di accelerare il processo d’innovazione, per offrire ai propri clienti delle soluzioni sempre più efficaci e competitive. L’offerta di Mohive è già disponibile in più lingue e sarà rapidamente diffusa su tutti i mercati in cui CrossKnowledge è già presente, sia in Europa (Francia, Italia, Spagna, Benelux, Polonia, Gran Bretagna…) che in paesi come la Cina, il Giappone, l’India e il Marocco.
La Direzione di Mohive resterà immutata e continuerà a sviluppare il proprio portfolio clienti, lavorando in sinergia con CrossKnowledge. Lars Unneberg, CEO di Mohive, ha dichiarato: “Quando abbiamo annunciato alle nostre équipe la fusione con CrossKnowledge, la notizia è stata accolta con entusiasmo, prova che questa acquisizione sarà proficua per ambo le parti”.
Mickaël Ohana, Presidente e Fondatore di CrossKnowledge, ha aggiunto: “Dopo avere studiato tutti gli attori chiave del settore, abbiamo capito che la tecnologia di Mohive era la più avanzata del mercato. La semplicità di utilizzo e la potenza tecnologica delle soluzioni sono elementi netti di differenziazzione rispetto a soluzioni concorrenti. Il calibro dei loro clienti testimonia infine della loro esperienza ed è garanzia di qualità”.
Dopo il successo dell’acquisizione della sua filiale Epistema nel febbraio 2009, quest’ operazione internazionale rappresenta una nuova tappa per CrossKnowledge. Dotandosi di una piattaforma di Rapid e-learning, CrossKnowledge si spinge ancora oltre, per permettere ai propri clienti di creare e di utilizzare i propri contenuti.
Ulteriori informazioni sul Gruppo CrossKnowledge:
www.crossknowledge.com


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Ognuno veste come merita: incontro con Gianni Mura, stilista

febbraio 23, 2010
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Gianni Mura, stilista

Siamo tornati da Gianni Mura. Ci accoglie con il sorriso di sempre. L’occhio cade immancabilmente sull’accessorio che indossa. I colori sembrano più intensi del solito. “La cravatta ha una sua visualità cromatica”, spiega, “ma, badate, è anche la bella giornata che ne esalta i colori”. Ironico come sempre, Gianni Mura, lui è uno che considera la moda un fatto individuale e, partendo da questa convinzione, crea la camicia su misura a modo suo, con una sorta di demolizione di confini. Pone i canoni base, ma offre al cliente la possibilità di siglare un design personalizzato. In questo modo, lo stilista trasforma l’assetto della moda in un look in cui ognuno possa riconoscersi. Rivoluzionario, audace, soprattutto geniale. Ha compreso la potenzialità delle persone e ha posto le basi per coglierne la personalità. Uno studio degno di un minitrattato di psicologia, animato dall’estro dello stilista. E non stiamo esagerando. Prima di tutto, perché la notorietà se l’è creata a suon di sacrifici come tutti i self-made men. In secondo luogo, perché i capi dozzinali non fanno per lui. Gianni Mura si è sempre distinto per il buon gusto e per i pezzi unici e ora, a Milano, è considerato un punto di riferimento. Il suo atelier di Via Torino 54 è il ritrovo degli appassionati della moda in tiratura personalizzata.
E la cravatta? Chi ama questo accessorio? È il professionista o una persona speciale?
Speciale sì. Chi porta la cravatta è persona di buon gusto e socievole, ma non esiste una barriera sociale tra uomini che amano vivere la vita senza una sorta di castrazione ideologica. Ciascuno deve esprimere quello che è. Il rango e la professione non dividono. Il professionista e l’operaio che sanno portare la cravatta non si distinguono
Chi rifiuta la cravatta è anticonformista?
Penso di no. Qualcuno lo dice semplicemente perché non sa cosa dire. Spesso sono persone sole. Sole nella vita, sole, appunto, tra la gente. Ma l’anticonformismo è un’altra cosa
Parliamo di cose frivole, di curiosità. Se non abbiamo capito male, lei dice che ognuno veste come merita. È così?
Si e così è. Ognuno veste come merita. Ne è la riprova che ognuno sceglie per se stesso
Di chi o di cosa è innamorato Gianni Mura?
Se innamorato vuole dire amare tutto, dalla famiglia al lavoro alla vita. Si, sono innamorato
E la droga?
Assolutamente bandita. Non ho mai avuto bisogno di cercare lo sballo per apprezzare la realtà. Ho sempre avuto l’adrenalina naturale. Anche qui, come per la cravatta, si tratta di avere stile e carattere. Anzi, guardi, le svelo la risposta a una domanda che non mi è mai stata posta: se dovessi paragonarmi a un ballo, sarebbe il rock and roll
Com’è Gianni Mura caratterialmente?
Sono trasparente come l’aria. Niente ruoli dark che prevedono lati diversi dalla mia personalità. Ho iniziato da giovane e, oggi, esagerando un po’, potrei definirmi maestro. La ricetta? Prima di tutto avere fiducia in se stessi. Sentirsi a proprio agio nel corpo e con ciò che il corpo indossa
Torniamo alle donne: con chi farebbe una pazzia?
Beh! Le rigiro la domanda: se una bella ragazza, magari dell’est, fresca di laurea e non solo, le dicesse che ha un biglietto in più per assistere a un balletto in teatro e le chiedesse di accompagnarla, lei sceglierebbe queste o una delle tante avance anonime?
E sua moglie?
Mia moglie non si tocca. Per questo non disdegno qualche fugace e prelibato antipasto. Vede, qui c’è scelta su tutti i fronti. Il mio atelier non è frequentato da sfaccendati o persone precarie
Le amicizie?
Poche, importanti (per noi) e rigorosamente selezionate da mia moglie. Contano anche le frequentazioni giuste. Con la bella gente che entra nel mio atelier non ci sono problemi. Ma fuori bisogna stare attenti. Si vedono comportamenti strani, lontani dalla nostra cultura, come dice mia moglie, a distanze siderali
Progetti per il futuro?
Tanti, tanti, tanti!
Atelier Gianni Mura
Via Torino 54
20123 Milano – Italy
Tel. +39 02 72010618
giannimura@milanomia.com
http://www.giannimura.it
______________________________
Marco Mancinelli
Gianni Mura Press Office
press.mark@tele2.it

L’arte di guardarsi allo specchio: intervista a Piera Mura

febbraio 18, 2010
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PIERA e GIANNI MURA

Rigate, a pois, bicolori, fluorescenti, strettissime con il nodo complicato. Per il lavoro e per l’aperitivo. Per nascondersi e per essere notati. Esiste una cravatta per ciascun carattere. Lo sostengono Gianni Mura e sua moglie Piera da lui ribattezzata Petra, che nel 2000 hanno aperto un atelier in Via Torino 54, nel cuore pulsante della Milano della moda. Gianni Mura, però, non si limita a cercare stoffe e vendere queste lingue di seta che stringono il collo. L’estroso sardo trapiantato a Milano le disegna pure. Mentre la moglie sta dietro al bancone, lui, in laboratorio, da dieci anni, crea i modelli da mettere in vetrina. E due li ha pure brevettati: la cravatta porta credit card con fermacravatta interno e quella con il codino a vista. Cravatte d’essai, dicono i coniugi Mura. Mica pensate per i barboni, ma per un carattere versatile, una personalità forte e qualche soldino in tasca. Vera e propria passione, che ha spinto Gianni persino a scrivere un trattato sulla cravatta.
Signora Piera, un antidoto contro l’omologazione?
«A ciascuno il suo. Ma questi modelli sono acquistati anche da clienti che non immagineremmo mai. Ad esempio, i magistrati. Che di giorno sono impeccabili con il loro abito e la loro cravatta classica e la sera appendono il vestito da lavoro e si trasformano per andare a bere un aperitivo».
Con una cravatta più originale?
«Esatto. Ed è quella la loro vera personalità».
La cravatta permette quindi di far venir fuori il proprio alter ego?
«Assolutamente sì».
Quest’anno quali sono le tendenze da seguire?
«La cravatta stretta, amata dai giovani e anche da alcuni professionisti. Tra i giovani, le fantasie morbide, con i disegni che arrivano dall’Inghilterra e il rigato britannico».
Colori?
«Quest’anno si punta molto sul verde, che è la cravatta dell’uomo macho appassionato, come dice mio marito nel suo libro».
Per voi che cos’è la cravatta: un vezzo, un accessorio, un modo d’essere?
«È un complemento. Senza la cravatta l’uomo non è identificato. Non dico come maschio, ma proprio come carattere e stile. È un modo di essere. Per molti è anche un vezzo. È un mix di tante cose».
Che cos’ha in più un uomo con la cravatta?
«Regala a chi gli sta attorno un senso di pulizia, di fiducia, di responsabilità. Gianni scrive proprio che chi indossa la cravatta è già in partenza un uomo solare e vincente».
Eppure si dice che l’abito non fa il monaco.
«Oh no… lo fa, eccome! L’aspetto è il primo biglietto da visita».
Oggi la cravatta si porta come prima, più di prima o meno di prima?
«L’abito senza cravatta è stato sdoganato e in molti tendono a copiare la non cravatta. Però non è mai tramontata».
I giovani e questo accessorio: che matrimonio è?
«Un binomio eccellente. Nel nostro atelier, vengono molti bocconiani, i futuri professionisti. I giovanissimi scelgono la cravatta stretta e quella bicolore».
I loro colori preferiti?
«Rosso, grigio, qualcuno osa tinte più forti. Anche se un cliente una volta mi disse “Quando apro l’armadio di mio figlio mi sembra quello di un prete”. Infatti, acquistò solo modelli classici e toni tenui».
Quando si indossa la cravatta? Solo al lavoro e nelle occasioni ufficiali?
«Quando eravamo giovani noi, esisteva il vestito delle feste e quello dei giorni feriali. Oggi, si usa per andare in discoteca e quando si comincia a lavorare. “Inizio a farmi la scorta”, mi dicono molti ragazzi. E lo dicono con un certo entusiasmo».
Il modello che non passerà mai di moda?
«Tutti quelli più classici».
Ma quest’accessorio rischia di passare di moda?
«Penso di no. Chi usa la cravatta è disposto a spendere per avere un’alta qualità. Molti preferiscono investire più per una buona cravatta che per una buona camicia».
Perché?
«Una cravatta cambia l’abito. Anche su una camicia normale o banale».
Voi realizzate anche camicie su misura.
«Non abbiamo modelli fissi. Cambiano a seconda del committente. Il vero stilista arriva dalla strada. Sono i nostri clienti spesso che ci portano il disegno di come vorrebbero che fosse confezionata la loro camicia. In questo modo vengono fuori capi esclusivi».
Oltre agli universitari, la futura classe dirigente, ­ chi sono i vostri clienti?
«Professionisti. Avvocati e soprattutto commercialisti. E tante mogli e fidanzate. Chi compra una cravatta per il suo uomo sa che è un regalo gradito».
Cravatta o papillon?
«Vendiamo entrambi, ma la cravatta batte il papillon venti a uno. Chi usa il farfallino è un professionista del nodo, perché è sicuramente più difficile. Il nodo semplice della cravatta si fa in un attimo e quello complicato è per i veri cultori».
La cosiddetta arte del nodo?
«Non solo. Anche l’arte di saper guardarsi allo specchio».
Suo marito la porta sempre?
«La indosserebbe anche sul costume da bagno!».
La preferita?
«La cravatta con il codino coloratissima, anche disegno su disegno. Gianni è molto estroso ed estroverso. Ama farsi notare: quando arriva in negozio, si riconosce anche da lontano».
Che cravatta indossava al vostro matrimonio?
«Una arancione shocking. Lo scorso giugno nostra figlia si è sposata. Celebrava Francesco Cossiga. A suo padre aveva chiesto una mise meno appariscente. La cravatta più cauta che Gianni ha trovato era a base bordeaux con codino rosa a pois».
Che cosa rende una cravatta una buona cravatta?
«I primi fili, che devono essere nobili e pregiati. Il broccato è l’ultima passione, più arabeggiante. Poi, vengono la seconda scelta e il cascame. Le rifiniture sono artigianali e, per la fascia più alta, eseguite interamente a mano. A fare la differenza è sicuramente la tenuta: deve durare nel tempo».


- Intervista realizzata dalla giornalista Laura Lana e pubblicata sul giornale on line Possibilia
(http://www.possibilia.eu/
). L’intervista è stata pubblicata con altri articoli nell’ambito di uno speciale che Possibilia di Febbraio ha dedicato alla cravatta.

Marco Mancinelli

Gianni Mura Press Office
press.mark@tele2.it
http://www.giannimura.it

Linares Associates: servizi per investire nel mercato immobiliare USA e consulenza on line

gennaio 14, 2010
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L’insolita impennata delle vendite immobiliari verificatasi a Manhattan nel corso del terzo quadrimestre del 2009 riflette una ritrovata fiducia dei consumatori/investitori, incoraggiata da una ripresa del mercato azionario, da tassi sui mutui estremamente bassi  e quindi molto accessibili e da un credito fiscale riconosciuto a coloro che acquistano una prima casa. Si è registrato, infatti, un incremento pari al 45.6% nel numero di vendite avvenute nel terzo quadrimestre a Manhattan e si è così passati dalle 1.532 del quadrimestre precedente alle 2.230 del terzo quadrimestre, ben al di sopra quindi della media stagionale e con una diminuzione del solo 16% rispetto allo stesso periodo del 2008. Inoltre, i prezzi degli immobili sono scesi di circa il 10% rispetto all’anno precedente creando le condizioni per gli investitori più attenti per negoziare condizioni di vendita vantaggiose. Se si aggiunge infine il cambio euro/dollaro, che si aggira intorno all’1.50, ecco che il quadro complessivo risulta quanto mai interessante. Fatte queste dovute premesse, occorre tuttavia sottolineare come l’acquisto di un immobile, ovunque esso si trovi, comporti sempre l’esecuzione di un certo numero di adempimenti, che, per chi non ha una pregressa esperienza in materia, possono rivelarsi complessi e talvolta di difficile comprensione. Questo è quanto mai verosimile quando l’immobile che si intende acquistare si trova in un Paese estero con il quale si ha poca o nessuna familiarità. Gli Stati Uniti, pur rappresentando una meta  molto gettonata tra i turisti italiani, sono, tuttavia, un Paese che può creare notevoli difficoltà a coloro che decidono di effettuare un investimento in loco, vuoi per il disagio di gestire una trattativa in una lingua, quella inglese, che non è la propria, vuoi per il rispetto di usi commerciali estremamente diversi da quelli ai quali si è abituati in Italia e vuoi, anche e soprattutto, per la presenza di una normativa e di un sistema legale estremamente diverso da quello italiano. Da qui, l’importanza per chiunque sia interessato ad acquistare un immobile negli Stati Uniti e a New York in particolare, sia a titolo di investimento che ad uso personale, di avere un quadro preciso dei principali passaggi da seguire nella fase di acquisto, dalla scelta del broker più adatto, alla negoziazione del contratto di compravendita, fino alla stipula del rogito, che negli Stati Uniti non avviene alla presenza di un notaio, ma bensì davanti ai legali di parte e ad un rappresentante della title company prescelta dal compratore. Lo studio Linares Associates PLLC vanta una considerevole esperienza in materia immobiliare internazionale maturata grazie all’assistenza legale fornita a numerosi clienti americani, europei ed italiani interessati ad acquistare, a vendere o semplicemente ad affittare immobili di prestigio, residenziali e/o commerciali, sia in Italia che negli Stati Uniti e a New York in particolare. Si tratta di una consulenza “ad hoc”, che risponde, cioè, alle reali ed effettive esigenze ed aspettative del cliente al momento di procedere all’investimento e che può proseguire anche successivamente all’acquisto, qualora si decidesse di mettere a reddito l’immobile acquistato. Molteplici sono i vantaggi per un investitore italiano di potersi avvalere della consulenza di un avvocato italiano abilitato alla professione legale negli Stati Uniti che conosca il mercato e le sue regole e che possa pertanto consigliare ed accompagnare passo dopo passo il proprio cliente nella delicata fase di negoziazione del contratto di compravendita, evitando che questi possa incorrere in malintesi e/o  pericolose incomprensioni con le controparti coinvolte nella transazione e tutelarne gli interessi economici. Lo studio Linares Associates PLLC sta lavorando, inoltre, alla predisposizione di un servizio di consulenza legale on line, sia in lingua italiana che in lingua inglese, rivolto a tutti coloro che desiderano ricevere una risposta ad un quesito di diritto concernente le materie di competenza dello studio, oppure hanno necessità di ottenere un parere legale in una delle materie indicate all’interno del sito web, o semplicemente la redazione di un atto giuridico o di un contratto. Trattandosi di un servizio di consulenza legale ed avendo carattere professionale, tale servizio deve intendersi a pagamento e NON a titolo gratuito. La consulenza verrà inviata ESCLUSIVAMENTE tramite posta elettronica previo pagamento della tariffa preventivamente concordata col cliente. Nella comunicazione contenente il preventivo saranno inoltre indicate  le modalità di pagamento della consulenza. Salvo che si tratti di questioni di particolare complessità, il parere legale verrà inviato entro 2-3 giorni lavorativi dal momento della conferma dell’avvenuto pagamento. Al ricevimento del pagamento verrà emessa regolare fattura che sarà inviata in copia elettronica unitamente al parere legale.  

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Marco Mancinelli
Linares Associates Press Office
press.mark@tele2.it

Linares Associates PLLC
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